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Roma, Casa Pro Loco EPLI, 20 Maggio 2025

Al primo appuntamento B2B sul confronto strategico tra pubblico e privato, la Rete Associativa Ente Pro Loco Italiane (EPLI) β€” presente con il Presidente Nazionale Pasquale Ciurleo β€” ha promosso il sistema delle Pro Loco come interlocutore necessario per il futuro del turismo italiano, che dovrΓ  prediligere la promozione delle seconde destinazioni.

Lβ€˜evento, organizzato dal Marketing & Project Manager del settore Paolo Garlando, ha visto la partecipazione di 50 relatori provenienti dal mondo istituzionale e imprenditoriale. Tra i presenti figuravano, tra gli altri: l’On. Gianluca Caramanna, il Vice Presidente del Senato Gian Marco Centinaio e il consigliere d’amministrazione ENIT Sandro Pappalardo.Β 

Il panel dedicato al turismo sostenibile, in cui Γ¨ intervenuto il Presidente Pasquale Ciurleo, ha visto la partecipazione di Valerio Lucciarini De Vincenzi (Presidente della Rete Comuni Sostenibili), Guido Guarino (CETS – Ente Parco Nazionale del Vesuvio), Ubaldo Fusco (Vicepresidente Nazionale di FAITA Federcamping), Danilo Beltrante (Vivere di Turismo) e Renzo Iorio (Presidente Federterme Confindustria).

Per il Presidente Ciurleo: Β«La Rete Associativa EPLI ha recepito, sin dalla sua costituzione, l’esigenza di colmare evidenti lacune interne al sistema delle Pro Loco. Si tratta di criticitΓ  che altre reti di rappresentanza hanno trascurato per dare spazio solo all’autocelebrazione, invece di offrire soluzioni propositive. I borghi, oggi, vengono pensati sempre meno come spazi da abitare e sempre piΓΉ come destinazioni da visitare, attraversare e raccontare. Di conseguenza, questi luoghi iniziano a funzionare meno per chi li vive quotidianamente e piΓΉ per chi li preserva e li promuove. In questo scenario si inseriscono le Pro Loco, che rappresentano uno dei principali attori del turismo sostenibile in Italia, poichΓ© l’87% di queste associazioni opera in territori lontani dai flussi del turismo di massa.

Il sistema delle Pro Loco puΓ² considerarsi strategico per il futuro delle nuove destinazioni turistiche, cosΓ¬ come concepite nell’art. 31 del D.Lgs 206/2023, che si basano sul modello Culturitalia. Lo stesso articolo di legge ha spinto il Consiglio Nazionale EPLI a una riflessione interna su come rinnovare il proprio sistema: continuare sulla linea tradizionalista o spingerlo a professionalizzarsi. Non ho paura di affermare che i volontari delle Pro Loco sono sempre stati dei manager di destinazione e degli “Agenti di ComunitΓ ”, seppur “fai-da-te”: senza una formazione specifica, ma con un fattore che affascina il turista, ovvero la conoscenza profonda del proprio territorio. Partendo da queste considerazioni, EPLI ha puntato fin da subito non a minare le fondamenta del sistema, ma a spostare l’asse sulla capacitΓ  di intercettare moderne proposte formative. Abbiamo compreso con umiltΓ  che non si tratta di sostituire figure manageriali giΓ  esistenti, ma di colmare quelle lacune che oggi impediscono ai flussi turistici di spostarsi verso localitΓ  meno conosciute, ma comunque pronte per l’accoglienza. È qui che le Pro Loco resistono ed esistono da sempre, superando storiche criticitΓ  operative per promuoversi al meglio anche al di fuori dei propri confini territorialiΒ»

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